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L'università...


Na volta tanto scrivo ntel blog x parlà de na roba che proprio non me va giù (e scrivo in anconetà, in modo critico e pure volgarmente perché me girane altamente e m’ho da sfogà)... Sci, provè a buttà giù qualche ipotesi... Vabc'è scritto ntel titolo... l'università; sci, quell'edificio che na volta fu creato con l'intento di de insegnà e de formà le persone pel lavoro, ma che pò col tempo è diventato il luogo de ritrovo dei cosiddetti “professori”, che però a mio parere possono esse benissimo chiamati anche “pezzi de merda”, oppure “stronzi”, o quello ke volè voi... basta che sia na parola/frase offensiva.

Me
spiego pei matematici, che quelli poretti capiscene solo così, per quanto sò tarati: supponè de pià un piano cartesiano e de mèttece nell'asse delle ascisse il tempo dove lo zero rappresenta l’anno de invenziò dell’università, e nell'ordinata la stronzaggine dei prof, con la scala che parte da uno. Adè segnate nell'asse del tempo l’anno della riforma universitaria (1999) e tracciate tante funzioni esponenziali con esponente maggiore de 1, che presentane tutte na discontinuità de prima specie in corrispondenza del 1999 (salto verso l’alto, ov
viamente).


Volè gli esempi? Guardate ve ne fago uno perché se me dovessi mette a spiegalli tutti farei na roba tipo la divina commedia. Stamo a seguì 4 materie più una sto ciclo, ovvero metodi matematici (che praticamente te insegna come andà sulla luna con l’algebra dei numeri complessi), elettronica analogica (che poretta in sé me piacerebbe tanto come materia), fisica tecnica e teoria dei segnali. In più stamo a seguì il corso a scelta de sensori e trasduttori. Ecco, contate che per 3 materie c’avemo 6 ore settimanali, mentre per le altre 2, 3 ore settimanali. Se sapè fa le moltiplicazioni, c’avemo (6x3)+(3x2)=24 ore settimanali, sparse nell’arco de Lunedì, Martedì, Mercoldì e Giovedì, ovvero in media 24/4=6 ore giornaliere tra mattina e pomeriggio, più le ore che i professori aggiungene per le esercitazioni (in pratica nte sti 4 giorni stamo tutto il giorno all’università). Ovviamente non me lamento delle ore de leziò, perché sennò non me stupirei de legge qualche commento a sto intervento del tipo “ma chi cazzo te l’ha fatto fà”. Giusto.

Arrivamo al dunque: sapè cosa so i parziali? So degli esami che se danne a metà corso (in teoria), che dovrebbero servì per agevolà gli studenti (o carcerati, se preferite), ma che va a finì che servene solo per frustralli. Bene, domani c’avemo il parziale de elettronica analogica (non ve dico gli argomenti perché la maggior parte de voi non ce capirebbe niè). E ovviamente domani, essendo Martedì, c’avemo anche leziò, (comprese 2 ore de leziò de elettronica analogica). L’esame è alle 16.30, dopo SEI orette belle belle de leziò. Adè secondo voi... sapendo che se sbagli un segnetto del cazzo in una formula sbagli tutto il compito, e sapendo che:

1)gli argomenti del compito sò gli argomenti che se fanne quasi durante 3/4 de anno de studio de elettronica analogica alle superiori (fatti ovviamente da noi in 2 mesi e mezzo)
2)ce saremmo dovuti imparà (in teoria) a memoria tutte le formule che avemo fatto fino ad ora (che non so poghe),
3)in tutto il tempo “libero” avuto per studiare (Venerdì, Sabati, Domeniche), tutti saremmo dovuti stà dietro a tutte le altre 3 (+1) materie, come uno “studente modello” dovrebbe sempre fà per dà tutti gli esami nel tempo a lui concesso

--> COME CAZZO FAMO A SPERA’ DE RIUSCI’ A PASSA’ STO PARZIALE, e per di più dopo 6 ore (+2) frustranti e stressanti de leziò?????????

Vabbè qu
esta era una stronzata… ovviamente non me metto a spiegavve quanto è stronzo il prof de elettronica analogica perché probabilmente il papa me scomunicherebbe (per i matematici: immaginate il grafico tempo/stronzaggine nel 2007…semo quasi a + infinito
).
Com
e vi ho anticipato, non vi parlo di altri fatti accaduti, percaltrimenti impiegherei giorni per descriverli tutti. Vi assicuro che per la maggior parte di essi reagireste con frasi tipo "no, non ci credo" o simili.

C
oncludo sto intervento con una riflessiò che ce fanne tutti i professori un po' più “normali” e intelligienti (ma in realtà bastardi internamente): con la riforma moderna universitaria, per ogni ora di lezione conseguita in facoltà, gli studenti devono studiare 2 ore per i fatti propri. Fate i conti, e diteme come famo a studanche de notte.

U
n saluto particolare, nell’occasione, a tutti i pòri studenti messi come noi che erane entrati all’università con l’intento de imparà e non de autolesionasse.



Luca